Chi sono

Andare alla ricerca del tartufo è un’attività antica nelle nostre terre.
I ricordi si perdono nella memoria degli anziani del paese e i racconti, come spesso avviene in questi casi, sono un miscuglio di realtà e fantasia difficile da dipanare.
Certo che un tempo il tartufo non aveva un “mercato” come quello odierno, non muoveva un indotto (turismo, ristorazione, fiere…) e i metodi di coltivazione delle nostre terre favorivano lo sviluppo di piante tartufigene.
Tutto questo faceva sì che ci fossero molti più posti vocati per il tartufo e meno “trifulao” o almeno erano tutti locali.
In ultima analisi si trovavano più tartufi!!!
E oggi?…
Oggi si discute di fiscalità e tracciabilità del tartufo, di denominazione del prodotto e di diritti di riservisti e liberi cercatori, di tutela dei consumatori e di importazione di tartufi da Stati UE e Stati non Ue.
Penso che tutto questo dia già l’idea di come sia cambiato (peggiorato?!?) il mondo del tartufo.
Trent’anni da libero cercatore: anni vissuti con passione, ricchi di soddisfazione ma anche di qualche delusione; anni che rimangono per me un ricordo bellissimo fatto di nottate in giro per vallate, cani che mi hanno accompagnato in queste scorribande come Leo, Bobi o la mia preferita: Lisa.
E poi tante vicende vissute nei prati, nei boschi, a scavare con lo zappino o a capire i movimenti del cane, che mi hanno dato l’esperienza del vecchio “trifulao”.
Dopo trant’anni così sono diventato “tartuficoltore”. Perché? Ho trent’anni in più sulle spalle che pesano molto…
Non ci vuole solo esperienza, ma anche fiato e gambe per essere un buon “trifulao” e poi per i cambiamenti di cui ho parlato prima del mondo del tartufo.
Oggi sono un tartuficoltore: significa che ho un mio pezzo di terra (terra vocata al tartufo), che lavoro durante l’anno con la finalità di aiutare lo sviluppo del tartufo bianco che poi, durante la stagione, cerco sempre con l’aiuto dei miei cani.
La mia tartufaia è una vallata con una superficie di 7 ettari dove esistevano già molte piante tartufigene e altre ho piantato, in prevalenza pioppi e tigli.
Recentemente ho costruito un capanno dove, nella stagione fredda, alla fine della cerca ci si riposa al caldo vicino alla stufa con un bicchiere di buon vino e magari una fetta di salame.
Questo è il mio nuovo modo di vivere il mondo del tartufo, diverso dal primo per tanti aspetti, certo!
Ma altrettanto interessante e vario perché il tartufo è così “magico” e intrigante che riesce ad appassionare in qualsiasi modo lo si avvicini.
Gianfranco
I miei cani:
Gilda e Vito
L’ultimo arrivato, Bill in addestramento
 I miei due campioni:
 Bobi (Stagioni  1992 – 1999)   e l’indimenticabile  Lisa (Stagioni 2006 – 2016)